giovedì 31 marzo 2011

Il Corriere d'Abruzzo_Thailandia, Cavatassi resta in carcere. Comune di San Benedetto approva una mozione urgente










Thailandia, Cavatassi resta in carcere. Comune di San Benedetto approva una mozione urgente

TERAMO - Resta in carcere Denis Cavatassi, il 42enne ristoratore tortoretano accusato di essere il mandante dell'omicidio del socio toscano Luciano Butti, ucciso con quattro colpi di pistola il 15 marzo scorso a Phuket, in Thailandia. Oggi per il teramano doveva essere il giorno della scarcerazione, invece, come spiega la sorella Romina direttamente sul profilo facebook di Denis "il rilascio è stato negato per la seconda volta". La prima richiesta di scarcerazione era stata respinta quattro giorni fa. Il post di Romina continua però con un segnale di speranza: "Credo di avere trovato finalmente un avvocato all’altezza della situazione. Spero di darvi presto buone notizie. Nel frattempo, vi prego, continuate a pensarci".
ANCHE IL COMUNE DI SAN BENEDETTO A SOSTEGNO DI DENIS - Intanto, dopo 12 giorni di prigionia nel carcere thailandese di Phuket, si moltiplicano le iniziative a a sostegno della liberazione di Denis. Ad iniziare dal web: tanti i messaggi di solidarietà che continuano ad arrivare sulla sua pagina facebook e su quella del gruppo a lui dedicato. On line pure un blog per seguire gli aggiornamenti del caso. E per Denis si è mobilitato anche il Comune di San Benedetto che, su iniziativa del consigliere comunale Paolo Forlì (amico del tortoretano) ieri sera ha presentato in Consiglio una mozione urgente sulla vicenda, approvata all'unanimità e pronta per essere inviata alla Presidenza della Repubblica, al ministero degli Affari Esteri, all’Ambasciata d’Italia in Thailandia e al Consolato Onorario a Phuket.
Obiettivo del documento, spiega lo stesso consigliere è "di contribuire a sollecitare le nostre istituzioni e gli organi nazionali e internazionali che si occupano di diritti civili, affinché si risolva al più presto l'incresciosa situazione che sta vivendo Denis Cavatassi, cittadino italiano, di origini abruzzesi e molto conosciuto in città, che dal 19 marzo lo vede detenuto in una orribile prigione thailandese a seguito di gravissime accuse, palesemente infondate, carenti di prove e di un qualsiasi movente". "Questa vicenda - continua Forlì - sta già mobilitando moltissimi cittadini che conoscono bene il detenuto e che sanno, con certezza, che Denis é innocente. Purtroppo, ad oggi, poco possono fare se non dimostrare solidarietà e coinvolgere più persone ed organi d'informazione possibili. Denis ha bisogno dell'intervento immediato delle istituzioni".

 

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